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Amici cari, spegnete i monitor, spegnete questo telefonino, accendete il cervello e immergetevi anima e corpo in un libro di carta stampata. (Ma può andar bene anche un e-book, se siete uno di quegli esseri perversi a cui piace farlo così.)

Leggendo ci si allontana dal mondo per comprenderlo meglio.

Oggi, 23 Aprile, è la Giornata internazionale del Libro e del diritto d’autore e, in Catalogna e zone collegate, è tradizione regalare un libro e una rosa. Ma se lo fate domani o un altro giorno sarà bello lo stesso…

In un giorno come questo (più o meno) morirono Cervantes, Shakespeare e Garcilaso de la Vega; in un giorno come questo nacque Vladimir Nabokov…
E così, nel 1996, l’UNESCO scelse la festa di Sant Jordi per rendere un tributo al libro, difendere il diritto d’autore e alimentare il piacere di leggere e, leggendo, librarsi e liberarsi (ma questo l’ho aggiunto io, per fare un po’ di spicciola poesia e giocare con le parole, che è una cosa che tiene in allenamento il cervello e non fa mai male).



Insomma, facciamoci contaminare dal virus della lettura (qui, per i lettori più indefessi, c’è un link di approfondimento che rimanda a un link di approfondimento) e magari approfittiamone per fare pure un salto in libreria, prima che ci fanno rossi, prima che ci fanno neri (a rigore di grammatica, la lettura di tanti manuali qui avrebbe imposto un congiuntivo, ma a volte i suoni della strada e il gusto personale prevalgono sui libri e sui dettami dell’accademia; insomma, bisogna leggere, leggere…, ma poi ognuno fa di testa propria; e lo fa proprio perché ha letto tanto e tanto ha imparato da poter pure disimparare, in qualche modo; ma questa è un’altra giornata che all’Unesco, o chissà dove, debbono ancora fondare: la Giornata Mondiale di Chi fa di Testa Propria e poi si prende pure la sacrosanta responsabilità di sostenere – o confutare – quello che ha detto e ha fatto e, ancora più, quello che non ha fatto, detto e letto).

Amic@ car@, se sei arrivato fino a qua (e magari ti sei peritato pure di seguire i link), mo puoi pure spegnere il tuo device (il dispositivo, ‘o computer, ‘o tablet, l’apparecchietto, ‘o cusariello, ‘o cellulare, il telefonino…).

Il messale è finito.

Non like, ma opere di bene.