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Stamattina, leggendo un racconto inedito di Ermanno Dodaro, mi sono venuti in mente questi versi letti o sentiti da qualche parte da bambino:

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Forza, padrone, spaccami la groppa!
Non hai capito che la soma è troppa?
Se non capisci quel che intendo io,
chi di noi è l’asino, tu o io?

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Pensavo fossero di Trilussa (1861-1950).
Ma poi mi sono reso conto che li avevo modificati io nella mia memoria da una filastrocca del secolo scorso di Lina Schwarz (1876-1947). L’originale, poi, fin dal titolo, si riferiva a un cavallo, non ad un asino.

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*Pensa il cavallo*

Picchia, padrone mio, picchiami pure!
Tu lo vedi, fo tutto quel che posso:
punto le zampe, tendo le giunture…
ma che serve, se il peso è troppo grosso?

Picchia, padrone mio, spaccami la groppa!
Non hai capito che la soma è troppa?
Se non capisci quel che intendo io,
chi di noi è la bestia, padron mio

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Va be’, scherzetti della memoria.
A me, però, continua a piacere di più la versione asinina dei miei ricordi.