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La guardò fisso negli occhi, la accarezzò con lo sguardo e le disse: “Ma dai, non dire che non servi a niente.
Sei più utile tu che una crema antirughe o un trattamento anticalvizie.”
Questo le disse, e mentre lo diceva si passava avanti e indietro la mano sulla testa che pareva una palla da biliardo.
“Per questo ti voglio bene”, ribatté lei, tirandogli via la mano dalla testa e accarezzandola.
“Sei più falso delle borse di Louis Vuitton sul Rettifilo, ma quando dici queste cose riesci a farmi sorridere.”
“Allora servo a qualcosa”, soggiunse lui, “quantomeno servo a farti sorridere. E tu…, facendomi sentire che servo a qualcosa, servi a qualcosa pure tu. Non so se mi sono capito.”
“Certo, certo, ti sei capito benissimo, disse lei” e si portò il dorso della mano di lui sulla faccia lasciandosi accarezzare.

Qui sfumano le immagini e si conclude il preludio.