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(La conoscenza nel tempo dei social)

Oggi le alunne del primo anno mi hanno spiegato come funziona.

Primo approccio su Houseparty. Lo conosci in una stanza perché è un contatto di un contatto di un contatto.
La stanza, praticamente, è al buio. Non lo vedi, non sai come è fatto, né se è vera l’età, il sesso, la provenienza e le cose che ti dice di sé e del mondo che gli gira intorno. L’unica cosa di cui sei certa è che trovi simpatico quello che scrive e il modo in cui si presenta in stanza. Al massimo senti la sua voce, ma difficilmente (da quello che mi dicono) si fanno videochiamate direttamente da quelle stanze. Soprattutto in presenza di sconosciuti e nuovi arrivati.

Nel caso in cui tu e il tuo nuovo interlocutore del “party” vi rendete conto che il piacere è reciproco, vi scambiate i vostri contatti Instagram e cominciate a sbirciare tra le foto.

A questo punto, se vi intriga quello che vedete, vi passate i vostri numeri di telefono e continuate a contattarvi su WhatsApp o su Telegram.
Ma siete consapevoli che potrebbe essere ancora tutta una finzione, per cui cominciate a chiedervi l’un l’altro prove di verità e verifiche di presunta autenticità.

Solo dopo le forche caudine di tutti questi ed altri passaggi si può arrivare alla videochiamata o perfino a vedersi da vicino, nella realtà extra-virtuale. Ma sempre con la mascherina, beninteso.