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Vada come vada
sia come sia
mi pare un inganno
la vita
per la media borghesia.

Ti danno un lavoro,
ti danno una casa,
una macchina
ti danno
e tu subito
ti danni
per il lavoro
e loro,
oltre al danno,
la beffa ti fanno:
ché presto
pure
per la macchina,
il telefono e la casa
ti struggi
ti danni
e t’affanni.

E per ogni cosa
che t’entra in casa
un altro malanno
un’altra condanna
ogni giorno
ti affligge
t’angoscia
e t’ambascia
mentre la mente
si offusca
e si appanna.

E come se
non bastasse
ti trovi subissato
da imposte, tasse,
tratte, bollette,
rate non pagate,
assicurazioni
e altre ulteriori
infinite
rotture di coglioni.

(Quando
non crepi
prematuramente
nell’espletamento
delle tue funzioni.
Cosa vieppiù
frequente
se lavori
in Italia.)

Tutto ti danno
per toglierti tutto,
e tu sorridi inebetito,
d’anno in anno
sempre
più convinto
a votare il partito
di quelli
che diranno
che di più ti daranno

(senza contare
che, quand’anche
assolvessero davvero
alla loro premessa promessa,
quanto più ti daranno
tanto più danno faranno
a te e al mondo intero
che in allegro crescendo
stiamo di giorno in giorno
riducendo a un cimitero,
un punto di non ritorno,
un deserto senza
diritto di soggiorno,
un buco nero
tendente
a zero,
un inferno
senza più
anime in pena).

Insomma,
vada come vada
sia come  sia,
mi pare un inganno
la vita
per i poveri,
i mezzi ricchi
e la media borghesia.

E, se osservi bene,
autogabbati
e in catena
vedi, rivedi e senti
pure i possidenti
e i potenti
d’ogni razza e natura,
anche se
a dirlo ti pare
cosa dura,
fredda freddura,
definizione oscura
o sciocchezza oltremisura;
perché si può essere schiavi
anche del tanto e del troppo,
come chi si trova
senza briglie
in groppa
a un cavallo
al galoppo
e non sa
come scendere
a calpestare
terra.


Qui la prima versione dell’8 8bre 2008