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Sì svegliò di buon mattino, tirò via il telefonino dal caricabatterie e andò al bagno.
Seduto sulla tazza, si mise a scorrere la bacheca.

Tanti post parlavano di lui e c’erano centinaia di sue foto e citazioni che rimbalzavano da pagina a pagina.
Molte erano sbagliate o mal attribuite.
Lui non aveva mai elogiato i romanzi di Coelho o dichiarato uno sviscerato amore per il sudore di una maratona.
E poi alcune di quelle foto non le aveva mai viste e neanche ricordava che gliele avessero fatte. In tutte fissava l’obiettivo e faceva il cenno di un sorriso. Finto.

C’erano anche articoli di giornali locali e link a siti che in qualche modo lo riguardavano.

Un post di un suo lontano conoscente parlava di lui come del suo miglior amico.
“Hai lasciato un vuoto immenso dentro di me. Riposa in pace, fratellone.”

Si alzò dalla tazza senza nemmeno pulirsi e rivolse lo sguardo verso lo specchio. Provò a curvare la bocca verso l’alto per fare un sorriso, ma i muscoli della sua faccia si contrassero e le labbra rimasero fisse, lasciando intravedere i denti e le gengive in una smorfia che rimase immobile nello specchio anche quando voi passerete a leggere un’altra cosa.