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Le tivvú e l’obsolescenza programmata*

Questa storia delle televisioni e dei decoder da cambiare ogni tre e quattro mi suona tanto a Obsolescenza Pianificata di Stato.
Altro che transizione ecologica.
Qui ci costringono a buttare via apparecchi funzionanti, ci fanno riempire le isole ecologiche di schermi e telecomandi e ci incentivano a comprare comprare comprare con lo specchietto delle allodole degli aiuti governativi, che saranno spesi per acquistare schermi sempre più grandi e ingombranti i quali, ovviamente, ci faranno dissipare ogni giorno più energia elettrica con dispositivi inutilmente sofisticati e con una definizione così alta da non poter essere percepita in tutta la sua perfezione da occhio umano (come regalare un box da ventiquattromila pennarelli colorati a un daltonico o installare un impianto di filodiffusione a casa di un sordo).
Insomma, sprechi su sprechi su sprechi imposti per disposizione normativa e forza di legge.

Non c’è che dire è proprio la svolta green che stavamo aspettando e, ancora una volta, non ci siamo fatti trovare impreparati!

Viva l’Italia, l’Italia che consuma e consumando si consuma e consuma quello che resta di questo piccolo pianeta perduto in una galassia sconfinata.

Viva l’Italia, l’Italia che arranca e che sospira.

Viva l’Italia, l’Italia che non respira.


* Nuovo digitale terrestre. A partire da settembre 2021, molti televisori non saranno più in grado di ricevere il nuovo segnale televisivo.
A me non pare un fatto tanto green. Il perché lo dico qui. In poche parole.