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18 autunni fa, in un giorno come questo, nacque ((( aitanblog )))

Oggi il mio blog di periferia sito in in via https://aitanblog.wordpress.com/ diventa maggiorenne.
E già…, sono trascorsi 18 anni dal primo esitante post che, con una certa prematura consapevolezza, si autodefiniva “un utile strumento per scrivere di cose inutili“.

E già, 18 anni e siamo ancora qua…
18 anni.
18 anni in cui intaso il mio pubblico diario con testi, disegni, qualche foto e, di tanto in tanto, pure con qualche ignobile composizione sonora che mi suono e canto da solo. (Il mio è sempre stato un blog autarchico, eclettico, marginale e poco allineato. Ci manca solo che mi metta pure a ballare.)

Nel corso di queste 72 stagioni (quasi 6600 giorni di onorata carriera) c’è stato un cambio casa (nel 2011, quando traslocai baracca e burattini da Splinder a WordPress) e un periodo di semi-isolamento dovuto al trasferimento di molti vecchi amici su Facebook, su Instagram o su altre reti e trappole sociali.

Negli ultimi tempi, comunque, i numeri sono tornati a crescere.
Quest’anno ((( aitanblog ))) conta già 18mila accessi realizzati da più di 11mila visitatori ripartiti tra la ristrettissima cerchia di lettori piuttosto fedeli, qualche avventore occasionale che si trova tra le  pagine del blog e non sa nemmeno come ci sia arrivato e qualcun altro (la maggioranza, in verità) che ci arriva di rimbalzo da Facebook.
Ma lui, il mio giovanotto, continuerebbe impassibile a dire la sua anche con molti meno visitatori che sono là a dare linfa e senso alla sua esistenza.

18 anni.
18 anni trascorsi in 216 mesi…

Di pochi giorni più piccolo, il blog didattico Castellano / Italiano è da qualche anno molto più isolato e solo di ((( aitanblog ))). Nuovi strumenti di didattica digitale gli hanno fatto perdere il suo appeal iniziale che gli fece conquistare una grande attenzione in saggi, tesi da laurea e conferenze stilate in pedagogichese dentro e fuori dall’Italia.

https://vergarablog.wordpress.com/about/hablan-de-nosotros/

Magari uno di questi giorni gli do un po’ di ossigeno e vedo di dare nuova vita pure a lui.

Come succede di questi tempi, il successo di uno spazio web è una questione di stile e di contenuti, ma la spinta di un po’ di marketing pure ci vuole. Se no, non arrivi nemmeno fuori la porta di casa.
E chi non si adegua, scompare.

Il che, a pensarci bene, ha anche il suo fascino. (La possibilità di dissolversi e svanire, intendo.)