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Non vado a scuola e libero un flusso di coscienza sul clima e sulla farfalla

Non esiste il mal tempo, esiste il mal vestire.
Ma non qua, in Norvegia.
Dalle nostre parti, invece, siamo messi proprio male; con i vestiti, con gli edifici pubblici e con le previsioni.
Basta un battito di ali di farfalla a Pechino (o a Berlino, o a Pachino) che tutte le scuole restano chiuse.
Si teme il peggio perché si sa che si è fatto poco o niente per prevenire gli effetti degli accidenti e per mettere un argine agli uragani, alle catastrofi ambientali, al vento forte o anche solo a qualche minuto di pioggia scrosciante.

Immagine presa dalla rete ed elaborata da aitan


Basta una allerta arancione per pensare che l’indomani ci sarà ‘o pata pata ‘e l’acqua e sarà impossibile mettere il naso fuori casa.
Ma, state sereni, presto tutto cambierà. I GRANDI stanno lavorando per noi. Vedrai vedrai, c’è scritto pure nell’agenda: tutto si aggiusta nel 2030…, no no, aspetta nel 2050, no…, aspetta, nel 2070…, ecco sì…, nel 2070.
Ci muoveremo con la forza del pensiero, oppure navigheremo solo nel meta-mondo di Internet e, insomma, si arresterà il riscaldamento globale, non ci saranno più bombe d’acqua, uragani, fiumi che esondano, maremoti, venti che fischiano e bufere che urlano; e sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno.
Insomma, le scuole saranno sempre aperte. Anche se è molto probabile che la didattica si farà tutta a distanza.
Fino a quando qualcuno scoprirà che, cavolo, questi megaserver che ci mettono in collegamento col mondo pure si zugano un cuofano e una sporta di corrente. Tutta energia sozzosa che sporca la terra, ci ‘nserra il pianeta e porta di nuovo al riscaddamento clobale.
I brasiliani debbono smettere di tagliare gli alberi dell’Amazzonia e i cinesi di produrre produrre e riprodursi insozzando il cielo e inquinando il pianeta.
Sì, sì, va be’, è vero è tutta colpa loro se oggi non si va a scuola, ma… per chi li tagliano questi alberi in Brasile e, soprattutto, chi se le compra tutte quelle cose che producono senza posa i cinesi?

E’ tutto accussì ammiscate e arravugliate ca’ c’è vulesse ‘nu poco ‘e scola pe’ cerca’ ‘e capi’…


Insomma, qua forse ci sarebbe bisogno di più scuola, soprattutto quaggiù dove manca già il tempo prolungato anche per le scuole elementari e medie e di scuola se ne fa già poca poca (senza contare che pure in età scolare da queste parti in tanti già le aule scolatiche non la frequentano affatto e per loro piove ogni giorno; e piove sempre sul bagnato, porca miseria!).


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