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In appendice all’interludio pigro di ieri.

Sconfiggendo temporaneamente la pigrizia, ho continuato a fare ricerche sulla citazione attribuita a Carducci che recita:

Colui che potendo dire una cosa in dieci parole ne impiega dodici, io lo ritengo capace delle peggiori azioni.”

Non trovando risposte esaurienti nella rete web italiana, ho deciso di tradurre la frase e provare a cercare possibili autori della citazione in altre lingue.
Al secondo o terzo tentativo, ho trovato questo curioso stralcio da un commento su Facebook in cui tale Olver Cadavid attribuisce dalla lontana Colombia la citazione “El que pueda decir una cosa en diez palabras, pero emplea doce, lo considero capaz de las peores acciones” niente di meno che a Mussolini.
Nello stesso commento, però, Olver Cadavid aggiunge anche “apropiándose de un pensamiento de Giosuè Carducci“. E torniamo così al punto di partenza.



Di primo acchito ho pensato che la fonte dell’articolo colombiano potesse essere sempre il romanzo di Pitigrilli di cui dicevo ieri.
Poi ho deciso di continuare a cercare in rete con una nuova query in cui associavo il virgolettato in lingua italiana con il nome di Mussolini.
Sorpresa.
Viene fuori un articolo antirenziano pubblicato sul Giornale che fu di Indro Montanelli nel 2016.



L’articolo è a firma di Stefano Lorenzetto.
Caspita, penso, Stefano Lorenzetto, l’autore di un saggetto (che ho letto) e che si chiama, udite udite, “Chi (non) l’ha detto. Dizionario delle citazioni sbagliate” (sic!).
A questo punto, incuriosito dalla somiglianza tra i due testi, torno a leggere integralmente il post spagnolo di Olver Cadavid e scopro che il Lorenzetto vi compare perfino citato.




Sopraffatto dalla pigrizia, sospendo qui le mie ricerche, ma resto col sospetto che la bella frase sulle parole superflue sia proprio del Lorenzetto, di Segre/Pitigrilli o di qualcun altro. Magari di Attila. Oppure di Erode. Il Grande.