Tag

, ,

1936-1939, Guerra civile spagnola, le forze nazifasciste di Hitler e Mussolini accorrono in aiuto di Franco con i loro eserciti di terra e di aria.
Sul versante opposto, l’Unione Sovietica manda al fronte popolare centinaia di aerei, carri armati e blindati, migliaia di fucili, mitragliatrici e bombe e milioni di proiettili; ma non i suoi uomini e i suoi eserciti.
Si mobilitano, invece, circa cinquantamila volontari provenienti da una cinquantina di differenti nazioni. Las Brigadas Internacionales. Non mercenari, ma antifascisti e difensori del modello di democrazia avanzata incarnato dalla Repubblica spagnola.

È la prova generale della seconda guerra mondiale, finita male per il fronte popolare e per tutta la Spagna democratica, libertaria, marxista, anarchica e antifascista.

Il bombardamento di Guernica diventa un simbolo dei disastri della guerra e un monito. Un monito non ascoltato.

Joan Miró, 1937 (da molti anni il desktop del mio pc)

Dopo la guerra, Francisco Franco governò la Spagna per altri 36 lunghissimi anni, ma non intervenne in modo diretto nel secondo conflitto mondiale. Quello che si concluse con i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki.

La Spagna in quei tre crudelissimi anni fu funestata da qualcosa come 500mila morti (sul numero preciso si accapiglino gli storici).
Dal canto suo, la guerra mondiale, a distanza di pochi anni, produsse più morti di tutta l’attuale popolazione italiana (un numero oscillante tra i 60 e i 70 milioni di vittime militari e civili).
Una strage immane, un massacro inenarrabile e scellerato.


Ci penso da settimane.
[…]
Ma non riesco a trovare un senso.