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Sono sempre stato restio a partecipare a concorsi e premi di poesia, ma questa volta avevo fatto un’eccezione; questo era il premio dedicato al mio amico Pietro, morto due anni fa senza darci nemmeno il tempo di rendercene conto. E per tanti versi non ce ne rendiamo conto ancora.

Per molti anni Pietro mi aveva invitato a mandare qualche verso al premio da lui fondato per la sezione Roma Tevere del Rotary, ma io sono stato a sentirlo solo ora, quando lui se ne è già andato.
Credo di averlo fatto soprattutto come un modo per onorare la sua memoria, ora che quel premio il Rotary lo ha giustamente intitolato a lui.



A fine marzo, avevo mandato tre miei testi con insistiti a capo, scegliendoli tra quelli più brevi scritti in oltre quaranta anni di poesia solitaria o social.


1. Non esiste più la primavera

È stata un’estate estasiante,
passerà lesto l’autunno:
e mentre era agosto
sarà già natale.

Ormai a cinquant’anni
il futuro non è più
quello che era
e appena ti svegli
senti già incombere la sera.


2. In punta di piedi

Quando entri
nei miei sogni,
fallo in punta di piedi.

Non vorrei
che mi svegliassi
dal sonno
o mi distraessi
dal sogno
in cui sogno
che ti sogno.


3. semi ricordi e radici

schiere di persone
che vanno via
ingabbiate
in lastre di marmo
e lasciano in noi
semi ricordi e radici
piantati tra i vuoti
le mancanze
e le stanze
buie



Io preferivo, la prima.
Mia figlia, la seconda.
È stata premiata la terza.
Con un terzo posto.
Ed è giusto così.


Le poesie premiate con medaglie d’oro e d’argento (metaforiche, si intende) erano molto belle, la mia molto legata al ricordo di Pietro e di tanti cari che se ne sono andati in questi anni lasciando in noi semi, ricordi e radici.
E non escludo che tra le poesie solo menzionate ieri, e non lette, ce ne fossero di più vibranti, sentite e intense delle mie.

(Poi c’è anche una targa, ma l’ho già messa in valigia e non l’ho fotografata.)

Nonostante la nota costante di dolore, è stata una bella serata, piena di ricordi belli condivisi con le sorelle di Pietro, la moglie e tanti suoi amici che non conoscevo.



Ora scrivo da un hotel di Roma, aspettando che la bambina si svegli per farci un giro tra i miei ricordi e le sue novità.


E conto di rivederlo, di rivedervi, e sentire risuonare tra le pietre le sue parole.