La poesia non serve

Tag

“Che l’hai presa per una serva, la poesia? Eh? La poesia non è una serva. La poesia non serve…”.

______________

Breve spiegazione ad uso e consumo di Tommasino, giovane  sfaccendato cui non piace il presepe. 

Da “Natale in casa, in attesa di un’altra Epifania.

Annunci

Happy new EAR to you; così, magari, (mi/ti) ascolti un po’ di più.

La uno,
la due
o la tre?

E perché

____________________

– Guarda le 3 foto

  (clicca sulle immagini per ingrandirle),

– seleziona, nel sondaggio, quella che preferisci

– e, se vuoi, giustifica nei commenti la tua scelta.

 

happy-new-ear-1

Uno

2-ear

Due

3-ear

Tre

2018 – Notte ‘e primme ‘e l’anno

Tag

Seh, seh…
‘amma ‘ncuminciato bbuono
‘stu duimila e diciotte
Tra chi spare botte
primma, doppo
e ammiezzo
‘a mezzanotte
Chi s’allamente e fotte
Chi se spara pose
‘mmiezza ‘a via
E chi spera juorne e notte
ca furnesce chest’appecundria

‘Amma accuminciato
propeto bbuono
chistu juorne e chesta notte
Tra chi ‘a fernute n’ata votta
Chi se spara ‘na pera
c’a rrobba ca s’ccattaje
ajere ‘e sera
E chi aspetta
ammore ‘o vero
mentre ‘o suonno
sta piglianno pere
e ‘a notte se fa
sempre cchiu scure e nera

‘Amma accuminciato
bbuono
chistu sfaccimme
‘e duimila e diciotto
Senza cchiu na goccia ‘e vine
abbascia ‘a ‘rotta
‘A capa ‘ntrunata
da ‘sti maronne ‘e botte
E troppa gente ca spare
sule cazzate
comme faceva già
l’anno passate.

Vuo’ cagna’ casa e vuo’ cagna’ tutte cose

Tag

Vuo’ cagna’ casa
Vuo’ cagna’ cose
E nun capisce
Che ‘e cagna’ capa
…’E cagna’ core…

“Guaglio’,
Cca s’anna
Cagna’ ‘e cose
Amma  arriva’
Senza pensiere
‘A fine ‘o mese!”

E’ sempe
‘O stesso
Taluorno
Me dice
Tutte ‘e juorne
‘A stessa cosa

Vuo’ cagna’ vase
Vuo’ cagna’ spose
Vuo’ leva’
Cicere e pisielle
Pe pianta’
Cerase e rrose

Vuo’ cagna’ casa
Vuo’ cagna’ spesa
Vuo’ leva’
‘E panne spase
E ‘i lenzole stese
E sta senza pensiere
Tutto ‘o mese.

Vuo’ cagna’ casa
Vuo’ cagna’ chiesa
Nun te fide
‘E vede’ cchiu
Chi esce e trase
E te ne vuo’ ‘i
Pe sempe
Luntane
A Napule
E fore paese

Vuo’ cagna’ casa
Vuo’ cagna’ cose
Te vuo’ pitta’
L’ogne, ‘e capille
E ‘a messa ‘nfosa

Vuo’ cagna’ casa
Vuo’ cagna’ cose
Ma nun capisce
Che ‘e cagna’ capa
Panza e core
Si vuo’ cagna’
Veramente
Tutte cose…

Dalla foresta colombiana al naso di un avvocato di Milano attraverso il buco del culo di un immigrato nigeriano*

Tag

Gastone: […] Del pane, Dio mio, si può fare anche a meno. Lo sa tutto il mondo, che non si vive di solo pane: si vive anche di cocaina… Ventidue lire al grammo, l’ho pagata ieri sera!… Sessantasei lire per vivere tre ore! Ci mancava anche la crisi della cocaina!…

Duval: Eh, certo! Avendo la cocaina a disposizione, la vita sarebbe un paradiso.

Gastone (a Viola mostrandole lo scotolino con la cocaina): E voi, pizzicate sempre?

Viola (estasiata, si affretta a prenderne un buon pizzico): Ah, non mi­ ne parlare!

Gastone: Pianino… pianino… perché costa ventidue lirine al grammino!

Viola: Ma tu ne prendi troppa. Potresti economizzare.

Gastone (sprofondandosi sul divano): L’economia è una volgarità insopportabile!

Viola: Oh, non dicevo per l’economia. Ma il troppo fa male. Ti ab­brevia la vita!

(Ettore Petrolini, “Gastone”, 1924)

_______________________________________________

Ogni chilo di coca porta al disboscamento di centinaia di ettari di foresta colombiana, senza contare l’inquinamento delle falde acquifere causato dall’uso indiscriminato di solventi e pesticidi necessari per la raffinazione. Gran parte del denaro proveniente dal traffico di cocaina viene reinvestito in zone via via più ampie di foresta tropicale trasformate in ranch che annullano la biodiversità di interi paesi del Centro America.

Ogni partita importata in Italia è bagnata col sangue dei cartelli colombiani, dei corrieri brasiliani e venezuelani, dei criminali nostrani (soprattutto ‘ndranghetisti), delle forze dell’ordine e di chi si trovava per caso a passare in mezzo ai fuochi. E quando la polvere arriva a destinazione, comincia la trafila dello spaccio all’ingrosso e al dettaglio col suo ulteriore carico di violenza e delitti (mentre le palline passano dal buco del culo di un brasiliano al buco del culo di un nigeriano  prima di finire nel naso di un avvocato milanese igienista e xenofobo).

Ogni grammo toglie alle famiglie dei consumatori di cocaina dai 50 agli 80 euro (ma ci sono anche piazze in cui si può arrivare a 100 euro al grammo e piazze in cui si vende a ragazzini e adulti con meno disponibilità liquida roba più economica tagliata malissimo con sverminatori, lassativi, olio per motori, anfetamine e altre sostanze di minor valore di mercato).

Ogni striscia rende i consumatori più soli e lontani dal mondo dei propri affetti.

Ogni sniffata aumenta il tasso di aggressività, violenza e delinquenza delle nostre città.

Vi state tirando il pianeta su per il naso!

 


* Nel titolo, laddove dice “un avvocato di Milano” puoi leggere anche un “camorrista di Miano” o “un chirurgo di Marano” o “una nobildonna di Merano“, oppure pure “una studentessa di Murano” o “un camionista di Mugnano” o “un artigiano di Mondragone, di Montefalcone o di Melpignano“, ché la coca, oltre a oltrepassare le frontiere, attraversa tutte le barriere sociali e generazionali, pur se con le sue belle differenze qualitative, quantitative e di modalità di consumo.

(Erigiamo ogni giorno muri e steccati tra noi e il mondo, ma la droga scorre fluidamente dappertutto, senza confini, limiti e ripensamenti.)

SONO SEI

Tag

,

Un giorno cadranno stronzi e muri
I porti saranno posti sicuri.
E sarà pura l’acqua che depuri.

Questi sono per te i miei auguri,
Figlia, figlia, figlia preziosa figlia
Che hai portato luce e meraviglia

In questa selva selvaggia e scura
Che dentro me rinnova la paura
Al sol pensar quant’era aspra e dura

Prima ch’apparisse la tua figura
In questa vita e in tra queste mura
Dove di te mi prendo gioia e cura.

E nel curarti curo ogni pena
Perché non v’ha dolore che mi frena
Finché va su e giù la tua altalena.

Leggere, leggersi e leggere il mondo

Tag

, ,

Fa più danni una casa priva di libri che una casa piena di fucili e pistole.

Circola per la rete uno studio che sostiene che il male del secolo sia la pigrizia e che la gente non riesca più a leggere più di tre o quattro frasi messe in fila. Non l’ho letto, non so se sia vero, né ho alcuna voglia di leggerlo o continuare a parlarne. E lo so che anche voi già vi siete stancati di leggere e sforzarvi di capire questo testo e qualunque altra cosa vi capiti sott’occhi, ma voglio ugualmente proporvi di affrontare, questo breve post sulla lettura, soprattutto sulla lettura di libri e, perfino, di romanzi lunghi e raccolte lunghissime di racconti, romanzi brevi e versi perversi di diversa stregua e natura. Ma bando alle ciance, provo a elargirvi un consiglio da vegliardo dello scorso millennio che contraddice palesemente la premessa di cui sopra e che, se avete scalfito il muro delle prime tre o quattro frasi scorse o lette, forse siete disposti a seguire o almeno a sentire.

La mia piccola, tre anni fa.

LEGGERE PER CRESCERE MEGLIO. La mia piccola, tre anni fa.

____________________________

Fatevi del bene! Prendete un buon libro dalla vostra libreria (e se non c’è l’avete una libreria o un buon libro, correte a comprarli, prendeteli in prestito o rubateli da qualche parte; entrambi, il libro e la libreria, ma può bastare anche solo il libro), mettetevi comodi (sul letto, su una poltrona, sul water o dove volete) e leggete. Leggere favorisce la concentrazione (e non so se vi siete resi conto di quanto sia sempre più facile disperdere la nostra attenzione di questi tempi) e ci mette in comunicazione (spesso anche in discussione) con noi stessi. Leggere può contribuire al nostro successo professionale e personale (per strano che sembri, un lungo studio dell’Università di Oxford ha dimostrato che una relazione di assiduità con la lettura era l’unico elemento che avevano in comune un migliaio di giovani che avevano avuto un buon inserimento nella società e nel mondo del lavoro). Leggere potenzia le nostre capacità comunicative (ci rende padroni di nuove parole, espressioni e modi di esprimerci) e ci fa diventare più empatici (leggere un romanzo mette in moto la stessa attività cerebrale che si innesca nel nostro cervello quando osserviamo episodi di vita reale; leggendo, moltiplichiamo le nostre vite, le nostre esperienze, la nostra capacità di metterci nei panni degli altri).
Leggete, perché leggendo, leggerete in voi stessi, approfondite la vostra conoscenza e vi capirete di più. Leggere e, leggendo, leggersi, diceva quel tale che forse non esiste perché questa frase l’ho inventata io mo e mo. Oppure l’ho letta da qualche parte che non ricordo più. Perché fa pure questo la lettura: ci aiuta a formare una memoria in cui si mischiano le carte permettendoci di plasmare, da vecchi dati, elementi nuovi che sembrano venuti fuori dal nulla e non sostanziati dalla nostra esperienza.
Leggete, dunque, e approfittate anche del fatto che la lettura vi offre la possibilità di viaggiare senza rischi, mal di mare, diarree, incidenti di percorso e perdita dei bagagli in fastidiosi passaggi tra bus, treni ed aeroporti. E poi, leggete e leggete ancora, perché leggere vi farà sentire meno soli (ed anche meno unici) e vi terrà lontani da varie forme di ignoranza, intolleranza e chiusure mentali. Leggete per inquietarvi e per placare le vostre inquietitidini nelle inquietitudini degli altri. Leggete (e non trascurate le parentesi e i voli pindarici), perché leggere vi aiuterà a sfuggire dalla banalità e dalla ripetizione di formule trite e percorsi già consumati dal tempo. Leggete, perché leggendo sentirete risuonare corde che ignoravate di avere dentro di voi e rivivrete scene e sensazioni che avevate dimenticato o che non avete vissuto in questa vita…

Leggete! Leggere vi allontana dal mondo per comprenderlo meglio.

___________
Al margine, solo per gli utenti del Faccialibro, un motivato e gustoso testo della mia amica Imma Costanzo sulla pericolosità della lettura e sul perché non leggere libri (lo so, qua ci contraddiciamo continuamente, ma è solo perché conteniamo moltitudini).

Link a un post sulla lettura tratto dalla pagina Facebook di Imma Costanzo

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=879146908920643&id=100004760263033

Aiuti a distanza

Tag

Sì, aiutiamoli a casa loro,
adottiamoli a debita distanza,
dopo aver saccheggiato oro,
petrolio e coltan in abbondanza.

Anche perché se non v’è persona
che in Africa resta, ¿chi se li prende
i farmaci, le armi, le prebende,
le bombe, le riserve d’annona,
il latte in polvere, i rifiuti,
il grano transgenico
e i cibi scaduti
che a piene mani l’Occidente
spande e profonde nel continente
a bene e vantaggio di questi zulù
che sono fermi al tempo che fu
ed ogni volta che vengono qua spargono germi di inciviltà
nella nostra tanto gentile
e tanto onesta società,
culla di pace, giustizia
e libertà?

E poi,
se tutti se ne vanno via da là,
¿a chi li vende mio cugino
i fucili, i badili e i barili?
¿Chi li intreccia i canestri,
i caftani e i monili?
¿Chi lo coltiva
il grano coreano
e quello americano?
¿Chi si occupa
dell’olio di palma cinese
sparso a mani tese
in ogni città
e in ogni paese?
¿Chi fa il cameriere,
il cerimoniere,
il coppiere
o il cocchiere
in un resort italiano
d’aspetto e colore
tipicamente africano?
E ¿chi più
se non un bantù,
un magrebino,
un egiziano
o uno zulù
può estrarre
il diamante cinese,
il petrolio texano
e tutto il ben di dio
euro-asiatico
e austro-americano
di cui è pieno questo continente
ricco di tutto e avaro di niente?
Che brutta gente!
Che brutta gente!

Insomma, aiutiamoli a casa loro
e salviamo il nostro patrimonio
e l’italico decoro
con profusione di SMS a distanza
mandati senza impegno né costanza
con la giusta tracotanza
di chi ha già fatto abbastanza
e non vuole fare di più.
¡E smettiamola di diffondere
idee sediziose e buoniste
fondate su falsi princìpi
di equità, solidarietà
fratellanza,
ed altra roba
triste e sconcia
ca sule a la pensa’
s’arravote ‘o stommaco
e me fa male ‘a panza!

Viva la libertà di fare
quello che cazzo ti pare
in casa d’altri e serrare
come ti piace e pare
le cose e le case tue,
e abbasso il comunismo
e, peggio ancora,
il buonismo
con tutte quelle nocive
conseguenze sue
che potrebbero
spargersi
come un morbo
tra il popolo bue,
se non ci fossimo
noi ad arginare
la tolleranza
dilagante
con semi di odio,
germi di paura
e vagonate
di bufale
e incultura.

Liberté…
Egalité…
Tutto a ‘mme
e niente a te.

Egalité…
Fraternité…
Pose ‘e solde,
frate a ‘mme.

Fraternité…
Liberté…
Senza ma
e senza se,
ma sulo ppe’ ‘mme.

Internet,
moschetto
e imbragatura,
¡viva la libertà,
viva la montatura!