Manifestazione Musulmana – Commenti Tipici e Fallaci

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2500 manifestanti delle comunità musulmane catalane sulle Ramblas di Barcellona marciano per condannare gli atti terroristici e chiedere a voce alta pace e rispetto reciproco

– No, no, 2500 manifestanti. Non ci credo. E’ un fottuto fotomontaggio.

– Ci sgozzano, ci ammazzano i figli e poi ci prendono pure in giro.

– Secondo me sono dei figuranti travestiti.

– Mo fanno gli agnelli. Xché c’hanno paura. Ma poi al momento buono cacciano fuori i denti e le unchie. vedrete!

– Ma sí, dai. È tutta una farsa!!!!!!! Si vede che in mezzo ci sono un sacco di spagnoli, magari anche qualke coglione italiano.

– Evvero!!! evvero!!! no c hanno le facce brutte e lo sguardo cattivo e allupato. No ssono loro.

– Io ne avrei approfittato e avrei fatto una bella retata.

– O avrei buttato una bomba. Avrei fatto una lampa…

– SI SI UN GRANDE FUOCO PURIFICATORE

– Ma lo vedete ke non ci stanno uomini neri e barbe talebbane???

– È vero, è vero, e ci sono pure femmine bionde e senza velo. Ci prendono in ciro.

– QVELLE SONO PUTTANE ITALIANE KE SI FANNO SODOMIZZARE DAI NERI!!!!

– Ma che bastardiiiiiii!

– No, no, secondo me sono proprio marrocchini veri… ma dissimulano….. fanno la taqiyya questi qua… andate a vedere di che si tratta…. Lo diceva santa Oriana…. Quella E’ gente di cui non ti puoifidare…..

– O chiu bbuon i chill, è malament.

– UE’, TERRONI, QVI SI PALRA ITALIANOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!

– Pens a soret!

– Noi litighiamo e loro ci ciulano… :(((

– Si fanno le nostre donne e poi le tengono chiuse in casa e non le fanno più uscire

– VIGLIACCHI FIGLI DI PUTTANA

– Bastardi

– Ahhhh. Vorrei averne un paio fra le mani!!!

– Assassini. Tutti assassini. Lo dice il corano che devono essere tutti assassini. Andate velo a leggere il corano

– Secondo me li paga quell’ebreo straricco che vuole l’Europa invasa da manodopera straniera a basso costo.

– Soroch?

– Eh, quello Shorosh.

– Dopo Londra uno di questi diventa sindaco di Barcellona. Vedrete!

– Eh, eppoi si prendono pure Roma e il Vaticano. :(

– Il Duomo di Milano diventerà una moschea.

– Una moschea.

– Una moskea!

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Ragazzini disperati e in cerca di un senso che si lasciano scoppiare in zone affollate

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Non interpellato da nessuno, se non dalla mia ingombrante coscienza, dico la mia sull’attentato di Barcellona e sul clima che lo circonda. Non sono esperto di nulla. Sono opinioni che mi sono formato leggendo e viaggiando. Ma anche interrogando me stesso e conversando con amci, conoscenti e persone incontrate sui mezzi pubblici e sulle reti sociali. “El fascismo se cura leyendo y el racismo se cura viajando.” (Miguel de Unamuno)

Premetto che, da agnostico, trovo aberrante l’idea di un Islam che intenda imporre i suoi principi religiosi a tutti i cittadini di un determinato Stato. Aggiungo, sempre a mo’ di premessa, che credo nei valori occidentali che discendono dall’antica Grecia e dall’illuminismo e che trovo incompatibili questi valori con l’Islam; ma credo anche che proprio in questi valori, non sufficientemente affermati e difesi nella nostra società, risieda l’antidoto al dilagare dell’irrazionalità e della follia. Abbiamo globalizzato il sopruso, la prevaricazione, l’insoddisfazione, l’ingiustizia, la violenza, i mezzi di distruzione, le strategie di attacco e il disagio, e queste sono le fottute conseguenze fatte di diffidenza, chiusura e terrore da una parte e chiusura, diffidenza e terrorismo dall’altra. Se invece avessimo provato a globalizzare la giustizia, la solidarietà, la razionalità, la tolleranza, il rispetto, lo stoicismo, la tensione alla felicità terrena e la ricerca della bellezza, avremmo di sicuro avuto davanti a noi una strada più facile e meno infelice. Insomma, non sono, come si abusa dire da un ventennio, un “buonista”. Di più. Sono un utopista. Anzi, ancora oltre, un “eu-topista” inveterato…

Ciò detto osservo che nell’Unione Europea ci sono circa 16 milioni di musulmani. Se non fosse esigua come è la percentuale di islamici integralisti, di attentati come quelli di questi giorni ne avremmo avuti a centinaia, e sarebbero stati di certo più mortiferi e devastanti di quello che già sono o di quanto ci appaiano.
La maggior parte degli integralisti islamici che turbano i nostri sogni e rendono inquiete le nostre distrazioni di massa sono ragazzini o giovani che non frequentavano le moschee né studiavano il Corano. Quasi tutti avevano uno stile di vita del tutto simile a quello di un emarginato dei quartieri più desolati delle nostre periferie e, prima di radicalizzarsi (ma spesso anche dopo), non rappresentavano per niente il modello ideale del musulmano probo, fedele e ligio alla norma. Per farla breve, è assai probabile che molti di questi eroici martiri della fede, in uno Stato islamico, prima di poter compiere uno dei loro gesti estremi, sarebbero finiti con le mani mozze o la testa tagliata.
Le cronache ci raccontano che, dopo un’esistenza fatta di droga, sesso e hip hop, molti di questi aspiranti attentatori hanno cominciato a dare una perversa svolta al vuoto della loro vita imbattendosi (sul web, più che nelle moschee) nella propaganda jihadista. E questa martellante propaganda (realizzata mutuando lo stile dei video musicali, delle videoclip pubblicitarie e dei videogame occidentali) ha avuto su di loro effetti euforizzanti simili a quelli che la mitizzazione gomorristica della camorra ha sui ragazzi delle periferie del napoletano; con l’aggravante, non di poco conto, determinata dal fatto che gli sceicchi e i califfi di Al Qaeda (prima) e dell’ISIS (ora) hanno messo a disposizione delle nuove generazioni di terroristi-fai-da-te una serie di tutorial pubblicati sul “deep web” che mostrano come fare più danni possibili anche non disponendo di armi convenzionali (trovo, tra l’altro, che l’uso perverso di automobili, furgoni e furgoncini lanciati sulla folla inerme ci dica qualcosa anche sull’insostenibilità di tanti mezzi di trasporto che ingombrano e deturpano le nostre città; ma questa è un’altra storia).

Insomma, dobbiamo davvero considerare questa anticrociata di ragazzini scalmanati il nostro pericolo numero uno? C’è veramente il rischio che questo sia il primo passo verso l’islamizzazione dell’Occidente? O non ci troviamo di fronte a una disperata e micidiale ricerca di senso da parte di giovani emarginati e disperati?

In verità, con tutta la pena e il rispetto che ho per le vittime dei loro assurdi attentati, ritengo che sia più probabile che io o un mio caro muoia ammazzato, anche per sbaglio, da un camorrista locale che da un terrorista di provenienza esterna.
E qui mi scatta un’altra analogia (difettosa come ogni analogia) tra la criminalità organizzata napoletana e la jihad islamica.
Se, in quanto napoletano, vengo identificato con la camorra, mi offendo e mi incazzo; tanto più se si soggiunge che è anche colpa del mio silenzio il fatto che a Napoli imperversino tante forme di criminalità organizzate. Mi spiego. In linea teorica, il mio ipotetico accusatore potrebbe anche avere le sue buone ragioni: la parte sana della società dovrebbe fare terra bruciata, scendere in piazza e denunciare uno ad uno questi criminali…; ma, in pratica… in pratica è tutta un’altra cosa. La camorra militante non ce lo ha scritto in faccia i delitti che commette. E nemmeno gli integralisti islamici vanno in giro a raccontare agli islamici non radicalizzati che stanno preparando un attentato nel quale, peraltro, potrebbe trovarsi coinvolto anche un loro amico, un loro parente o un conoscente. Aggiungo incidentalmente che, a limite, nella mia terra, quello che puoi fare è sottrarti alla piccola cultura camorristica quotidiana, quella che è radicata in tutta Italia ed è fatta di piccoli soprusi e file saltate… Ma sto di nuovo tergiversando. Torniamo ai piccoli jihadisti d’Occidente.

A mio modo di vedere, quelli che commettono questi attentati sono giovani figli di immigrati che vivono ai margini della collettività, in bilico tra due culture, ma estranei ad entrambe; dei disadattati delusi dalle promesse non mantenute dalla nostra società e, al tempo stesso, incapaci di conformarsi con lo spirito conciliatorio dei padri. In loro la religione viene recepita nella sua forma più esasperata ed estrema e fa scatenare tutta una sequela di conflitti interiori cui la jihad sembra offrire una soluzione definitiva e radicale; fino a indurli alla scelta estrema di lanciarsi con un camioncino o immolarsi carichi di esplosivo nei luoghi deputati del benessere e del divertimento di massa degli infedeli. Una forma di suicidio-omicidio che funziona anche come espiazione per i propri peccati legati all’aver abbracciato la way of life occidentale.

Dalle mie parti si direbbe che si tratta di persone “c’a guerra ‘ncapa”, il che, secondo l’immaginifico dialetto napoletano, non vuol dire che ci troviamo al cospetto di individui che considerino la guerra come un chiodo fisso, ma piuttosto di poveracci che vivono in una situazione di scissione schizofrenica e di permanente labilità socio-psichica che può fare del male a loro stessi e, soprattutto, a coloro che si imbattano sulla loro strada.

Che Allah, Dio, Jeho-wah e, soprattutto, le forze di polizia ci scansino e liberino da questi tipi qua e dalla furia dei loro furgoni!
Almeno fino a quando non riusciremo a offrire loro un’alternativa più attraente di quella di farsi scoppiare in una zona affollata per conquistarsi un paradiso ultraterreno e liberarsi dal peso di vivere quaggiù, nel mondo pieno di promesse non mantenute del benessere occidentale.

La stessa stella

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Alle 23 e 15 del 10 agosto, uno accanto all’altro, con gli occhi rivolti al cielo, videro cadere la stessa stella.

Lei gli strinse la mano e desiderò che la loro storia d’amore non finisse mai; lui allentò la presa, scostò di qualche millimetro la gamba ed espresse con tutto il cuore il desiderio di trovare il coraggio di fare le valigie e andarsene via per sempre. Aveva conosciuto un’altra in un bar prima dell’estate ed ora non faceva che pensarla e sognare di starle accanto.

La stella si fermò a mezz’aria, cominciò a pulsare di luce irregolare e sbottò: “Ma insomma, mettiteve d’accordo!”

Scustumatamente

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A vote lu corpo
vole esse scustumato
e fare cose che le fanno male
assecondo de quanno le diceno
li prufessure, li ditte antiche e l’enfermere.

A vote lu corpo
se sente tutto scurnacchiate
e magne suffritto cu vino russo a pale,
zuppe ‘e cozze,
alici ‘nturtiera e purpe alla luciana,
puparuole, pupaccelle, panzarotte,
freselle e samurchie
fatte ‘e sangue ‘o vero
ca sulo a lu pensà
te siente fremmere
da capo ‘o pere.

A vote lu corpo
se vo sentì tutto scuncecato:
primma vo’ ‘na cosa e po’ ne vo’ n’ate:
fravule, cerase,
pesche affugate,
struffole, pastiere
e aulive ‘mbuttunate,
vongole, taratufe,
taralle doce e ‘mpepate,
pasta crisciuta,
sfugliatelle ricce e frolle,
mustacciuole, fasule,
cicere e spogne affumecate
e vullute int’a ‘na cavurare nera nera
ca sulo o Pataterno ‘o sape e ‘a Maronna ‘o vere.

Tutta rrobba bbona, bella e tosta,
nun ce ne fotte ‘e quanno vene e costa,
‘a vo’
e ‘a vo’ tutta ‘nquacchiata ‘e ‘nzogna,
uoglie e vino
pe’ se scurda’ ‘a serpe
che tene ‘ncapa e ‘nsino.
Va bbuo’ se face tarde,
facimmela fernuta!

‘Sta capa cu ‘sta carna scustumate
vo primma ‘na cosa e po’ ne vo n’ate:
braciole affunnate int’o a raù,
vino ‘a vevere quanno ne vuo’ tu,
sasicce int ‘e friarielle arravugliate,
menesta ammaretate,
carcioffole arrustute,
castagne,
franchelicche e roccocò.

E po’,
e po’ sulo a tte
te vo’ e te vo’,
‘a coppa, ‘a sotta,
annanze, arete,
addo’ t’astrigne,
t’allumma,
l’abbaglie
e se fa
preta,
fino a che
passa
‘a famme
e pure ‘a sete.

 

I Funerali di Frungillo

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I professori della tradizione popolare non sanno, dimenticano o fingono di non sapere che la maggior parte delle tradizioni sedicenti popolari nascono da vere e proprie invenzioni pseudopopolari o dall’incrocio di contaminazioni di cui si è persa l’origine e dimenticata la fonte.
Tutto quello che è veramente popolare e (in coincidenza) tutto ciò che è gradito alle classi subalterne (ed anche quello che è grato alle classi dominanti, in fondo) è soggetto a cambiamenti continui. I gusti cambiano e il bello di oggi sarà il ridicolo di domani (per dare concretezza a questo concetto, basta andare a ripesacre un foto di 30-40 anni fa ed osservare come vestivamo o come eravamo pettinati tra gli anni ’70 e gli anni ’90…). Certo esistono anche i ricorsi e i riflussi, ma anche questi recuperi della tradizione non saranno mai gli stessi dei flussi e dei corsi che scorrevano nelle vene della realtà del passato (in gergo critico potremmo parlare di “manierismi”). E se anche potessero darsi nella realtà ricorsi identici ai corsi trascorsi, questi ri-corsi sarebbero comunque cambiati dalla diversità, dalla varietà e dalla novità del contesto in cui si andrebbero a innestare.

Il tipico argomento dei tradizionalisti: “Non si può cambiare perché si fa così da tanto tempo”, si dovrebbe cambiare PROPRIO PERCHÉ si fa così da tanto tempo.

Sono cose note dai tempi della morte di zi’ Frungillo, quanno veneve ‘o pruffessore e diceva ca sapeva tutto isso ma… ‘a musica nun era bbona e nun sapeva suna’.
E, a pensarci bene, siamo tanti i professori che parlano e sparlano al funerale di zi’ Frungillo (che non esiste ed è tutta una invenzione pseudopopolare pure lui), ma sono in pochi a riuscire a far ballare la folla senza manco “uscire per televisione” o avere alle spalle una major che li spinge e li supporta.

Poi, è chiaro, esistono Bach, Charles Mingus e John Coltrane, ma questa è un’altra storia…

 

 

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Senza essere stato chiamato in causa da nessuno, mi sono inserito con questo textículo in una polemica che sta scoppiando in rete tra Daniele Sepe e uno zampognaro fondamentalista di cui non ricordo il nome.

(Incredibile a dirsi, la causa scatenante di questa colta polemica è la simpatica hit estiva di Enzo Savastano “Amico zampognaro”. Ascoltatela!)