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Dialogo critico sul crinale del tramonto

– Questa mi pare solo l’inizio della crisi. Una crisi grande, enorme, epocale. Non solo una crisi economica… di produzione e di mercato; ma una crisi di senso, una crisi enorme, immensa, che ci porterà a ripensare i modi in cui portiamo avanti le nostre esistenze e gli obiettivi che ci prefiggiamo nelle nostre brevi vite.

– Eh, dici bene. Brevi. Perciò bevi, bevi e non ci pensare. Noi il nostro lo abbiamo fatto. Mo tocca a loro. Brevi, bevi, brevi bevi…

– Madonna, stai già mezzo ‘mbriaco. E poi che parli a fare delle nuove generazioni? Credi che questo mi faccia stare meglio? Se proprio vuoi saperlo a me proprio questo mi spaventa e mi sconvolge. Non so che razza di vita stiamo preparando per i nostri figli e per i figli dei figli dei nostri figli. Ma, che ne so?, magari dalle ceneri verrà fuori…

– I nostri figli, i figli dei figli dei figli dei figli dei figli… Ma dai brevi brevi e non ci pensare. E attento alla cenere.

– Ma guarda che se parlo di tutti questi fatti, quando vengo qua, è perché durante il giorno le mie preoccupazioni personali mi tengono troppo impegnato. Parlare dei mali del mondo mi distrae dai miei mali personali. Per un po’ li vedo perfino rimpiccioliti.

– Si fa ancora tuo figlio?

– Sì, si fa si fa. E ora mia nipote si ruba la sua roba e a casa mia ogni giorno è un putiferio.

– Mi dispiace.

– Eh, dispiace più a ‘mme. Loro pure cercavano un senso. Pensavano di averlo trovato, magari… Mo cercano solo la roba e si trascinano verso un’altra dose. Sono disposti a tutto per farsi. Il resto non importa.
Va be’, non fare questa faccia, ora. Non ci pensare. Beviamocene un paio alla nostra salute e alla faccia di chi ci vuole male.

– E già. Beviamo beviamo, che la vita è breve…

– E pure la bottiglia. Prendine un’altra e davvero non ci pensare. Ja’, nun ce pensa’. Tanto pure questo finirà.

– Tutto finirà. Tutto finirà.
Finirà tutto.
Con un fremito o un rutto.
Come se niente fosse.
È inutile sbattersi.
Il senso forse è tutto qua. In queste nostre chiacchiere davanti a un bicchiere.

– Sì. Beviamone un’altra, che la prima l’hai bevuta tutta tu. E fottiamo la crisi.

– Sì, sì. Fottiamo la crisi e non pensiamo al resto. Tanto lo stesso finirà tutto, finirà tutto.

– Già già. Con un fremito…

– O con un rutto.
Stop!

– Un momento, un momento solo, e sarà tutto finito.

– Sì, sarà finito tutto. Come quest’altra bottiglia.

– Come quest’altra bottiglia.
E mo fammi bere. Se no finisce che io parlo e tu bevi. Ho la gola secca e sono molto stanco.

– Cameriere, un’altra di quello rosso. Che qua siamo in crisi…

– Di astinenza!

– Eh, di astinenza… Dice bbuone tu!