Fincipit nel sabato della
piazza rossa, bianca e verde

(perché è da quando Francesco ha
parlato di questa idea di
eio titolata da stark
che volevo postarne qualcuno, e ora finalmente trovo il tempo)
((che è anche un modo per distrarsi dalle sbracatezze della piazza folla
e da sussurra e grida che urgono dentro e spingono, strepitano e schiamazzano))))

Introduzione / Cuento inicial
Mordendosi la coda, il serpente pensava:
"Ogni fine è un principio".
(da ai-


En un lugar de la Mancha, de cuyo nombre no quiero acordarme, no ha mucho tiempo que vivía un hidalgo cuyas andanzas no tengo ganas de contar.
(da Miguel de Cervantes)
In un luogo della Mancia che non voglio ricordare, non molto tempo fa, viveva un uomo le cui imprese non mi va di raccontare.
(idem, traduzione di ai-)

Essere o non essere…,
basta che Ofelia me la dia,
una buona volta!
(da William Shakespeare)

– I celebrate myself, and sing myself,
And what I assume you shall assume…
– Your name is Silvio, I presume!
(da Walt Whitman, traduzione non riportata ma di senso tanto ovvio quanto la colpevolezza di Previti fuori e dentro del caso SME)

Stai per cominciare a leggere il nuovo fincipit di Gaetano “Aitan” Vergara. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c’è sempre la televisione accesa. È appena iniziata una nuova puntata di «Ballando tra vomiti e stalle». Alza la voce della tivvù, se no non sento; e poi chiudi il becco e lasciami in pace, che voglio sapere chi viene eliminato.
(da Italo Calvino)

If you can keep your head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you,
If you can trust yourself when all men doubt you,
Then you’ll be Romano Prodi, my son!
(da Ruyard Kipling)
Se puoi mantenere la calma quando tutti intorno a te
La stanno perdendo e te ne attribuiscono la colpa;
Se puoi fidarti di te stesso quando tutti dubitano di te,
Allora devi essere Romano Prodi, figlio mio!
(idem, traduzione di -tan)

Piazza, bella piazza
ci passò una lepre pazza,
uno lo cucinò, uno se lo mangiò,
uno lo divorò, uno lo torturò,
uno lo scorticò, uno lo stritolò,
uno lo impiccò
e del mignolino ch’è il più piccino
più niente so.
Piazza, bella piazza
ci passò una lepre pazza,
Ci passarono le bandiere
un torrente di confusioni
in cui sentivo che s’appassiva
l’energia dei miei coglioni.
(da Claudio Lolli)

 


 

Epilogo / Cuento final
Stretta tra i denti acuminati del serpente,
la punta della coda si dimenava e gridava ai quattro venti:
"Ogni principio, una fine.”
(da -an)

disegno di gaetano "aitan" vergara (c)(c) 2004

 

fine
(a voi
il nuovo
principiare
se così vi pare
)

 

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