Muito Romântico
ventesimo frammento
(che chiede indaga e risponde su chi sono io chi siamo tu e io e chi siamo noi)

chi sono io? io sono quello che quando si alza sazio e compiaciuto dal tavolo, si impiglia con la giacca nella tovaglia e fa cadere stoviglie, coltelli e bicchieri, e mentre raccoglie i cocci, sbatte con la testa contro la tua che cercavi di aiutarlo e tu, stordita per il colpo inferto, ti tagli con una scheggia di cristallo, senza nemmeno avere il tempo di renderti conto che lui sta portando le tue dita insanguinate sulla sua bocca e succhia la ferita guardando fisso negli occhi tuoi sconvolti, come di una che vorrebbe scappare via, ma non le riesce nemmeno di ritrarre la mano che ora questo strano tipo si strofina delicatamente sulla faccia; la tua mano, la tua mano sulla sua faccia per accarezzarsi la pelle rasposa del viso, perché lui si rade un giorno sì e un giorno no, e questo è un giorno no, non c’è dubbio, questo è proprio assolutamente un giorno no; ma tu non arrabbiarti, amore mio, che io sono quello che ti vuole un bene forsennato e pazzesco e ora si fa orciaio, arrotino, medico e vetraio per ricostruirti vasellami, coltelli, bicchieri e tagli da scaglie di cristallo, e poi tu e io, io e te, rideremo forte forte fino allo stremo delle nostre forze e saremo quelli che butteranno tutto giù dalla finestra e correranno in strada, dove innescheremo un ballo bello come il sole anche di notte, e intorno a noi danzeranno gli alberi, i cassonetti e le mignotte, e insieme grideremo al vento, alle automobili e alle bigotte nascoste a frotte dietro le gelosie che caschi pure il mondo a noi non ce ne fotte, perché, sia come sia e vada come vada, volteggeremo allacciati tra schegge di cristallo, lame affilate e stoviglie rotte, fino a che torna il giorno

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